3 Mar. 2021 | 13:52
Meteo: da metà MARZO TORNA la GRANDINE con i PRIMI FORTI TEMPORALI innescati da un'IRRUZIONE POLARE. Le PROIEZIONI

Seconda metà di marzo: correnti atlantiche verso l'Italia

Seconda metà di marzo: correnti atlantiche verso l'Italia
La primavera non è affatto una stagione statica. Ce lo insegnano il passato e pure la climatologia del nostro Paese, dunque non deve assolutamente sorprendere l'ipotesi che emerge oggi dall'analisi dei modelli previsionali a lungo termine, secondo la quale la seconda metà di marzo potrebbe risultare piuttosto burrascosa. La cosa, anzi, è del tutto normale.
Ad accendere la miccia potrebbe verosimilmente essere un'improvvisa irruzione di aria in discesa direttamente dal Polo Nord e la conseguenza principale, oltre ovviamente ad un calo termico, sarebbe rappresentata dai primi forti temporali di stagione, tipici appunto della Primavera.

Facciamo il punto della situazione analizzando le proiezioni sul medio e lungo periodo.

Stando agli ultimi aggiornamenti, nel periodo compreso tra la metà del mese di marzo e l'inizio della Primavera astronomica (quest'anno l'equinozio cadrà sabato 20 marzo) l'Europa si troverà sotto l'influsso di scorribande di masse d'aria molto fredde ed instabili di origine polare. Queste imponenti discese gelide, dopo aver investito mezzo continente, facendolo sprofondare in condizioni decisamente invernali, potrebbe raggiungere facilmente anche il bacino del Mediterraneo. Se tale proiezione dovesse essere confermata, ci attendiamo una fase molto dinamica, favorevole al maltempo, con un surplus di piogge e anche con dei buoni quantitativi di neve sulle nostre montagne.

Attenzione poi all'aspetto cui accennavamo poco sopra: i forti temporali, che potranno anche essere accompagnati da grandine, che rappresentano una caratteristica dell'evolversi della stagione primaverile. La causa principale è da ricercare proprio nei repentini e forti contrasti che si vengono a creare tra gli ultimi affondi freddi in discesa dalle alte latitudini (come quello ipotizzato dall'ultimo aggiornamento dei modelli) e i primi caldi in risalita da Sud. Tutti ingredienti necessari per lo sviluppo di imponenti celle temporalesche, specie durante le ore pomeridiane (le più calde) e in particoalre sulle zone montuose, ma in estensione spesso anche alle pianure adiacenti.
Vi daremo prontamente aggiornamenti sull'evoluzione di queste proiezioni, ad oggi particolarmente interessanti.





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